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Spazio Betti e il riuso degli spazi pubblici

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“SpazioBetti” intende essere un percorso di alcuni mesi finalizzato alla realizzazione di una progettazione partecipativa relativa agli spazi dell’edificio in cui era precedentemente ospitata la Scuola Media Betti, nonché quelli della ex-Polo Pop House. Un volume di grande importanza collocato all’interno del centro storico e al momento in completo disuso. Si tratta di spazi coinvolti negli eventi del sisma 2016, che li ha resi al momento inagibili, seppure con un contenuto grado di dissesto. L’Amministrazione Comunale ha così inteso assegnare ad AgenziaRES l’animazione di un percorso teso a restituire a questo spazio la sua centralità per trasformarlo in un punto dove ci sia aggregazione sociale, scambio relazionale e incubazione di percorsi educativi, formativi e imprenditoriali. Perché tutto ciò possa accadere si realizzerà un articolato percorso fatto di una serie di iniziative che rispondono a finalità differenti, ma che vogliono progressivamente rispondere ai seguenti scopi:

  • Attivare presenza sociale intorno a quello spazio;
  • Coinvolgere nel progetto quante più forze, persone, risorse e idee;
  • Generare una riflessione condivisa e creativa che consenta di individuare soluzioni nuove e condivise.

Un percorso che coinvolga cittadini e soggetti interessati, per costruire ipotesi e predisporre le premesse operative, intorno alla destinazione d’uso degli spazi per gli scopi appena descritti. Uno spazio che possa diventare un laboratorio di produzione artistica, di comunicazione, di nuove professionalità, di occasioni lavorative, di formazione, e di conoscenza per i giovani. Non ultima la possibilità da esplorare nella sua fattibilità – ed espressamente citata nella delibera di incarico – di realizzazione di un ostello giovanile come ulteriore elemento di servizio per la città ed il territorio.

Il programma, molto fitto, prevede quindi una serie di iniziative diversificate che si realizzano tutte negli spazi ancora fruibili presenti in quel luogo. Iniziative quali:

  • Incontri con esperienze. Incontri con protagonisti ed esperienze di rigenerazione urbana. Tra questi prevediamo: spazi di co-working; esperienze di ostello sociale; fab-lab; spazi polivalenti artistici; centri formativi ai nuovi mestieri; hub sociali.
  • Incontri culturali. Incontri con artisti e testimonial che hanno collaborato alla riqualificazione di spazi: tra questi saranno coinvolti architetti, designer, creativi, scultori, artigiani, ingegneri.
  • Performance artistiche. Riqualificazione degli spazi interni ed esterni attraverso opere di arte contemporanea e performance (live painting partecipato, scultura, fotografia, videomapping).
  • Animazione e progettazione. Organizzazione di assemblee e incontri di progettazione partecipativa per la definizione di idee creative e condivise in relazione al migliore utilizzo degli spazi della ex scuola Betti per il centro storico, per la città e per i giovani del fermano. Inoltre, coinvolgimento del vicinato, delle associazioni giovanili, delle scuole e delle associazioni culturali nell’ambito di una operazione di animazione di comunità.
  • Concorsi di idee. Attivazione di concorsi di idee e contest per riqualificare e far rivivere lo spazio e per attivare una sorta di competizione costruttiva tesa a selezionare le migliori proposte dei giovani fermani e del circondario. I concorsi potranno avere anche una finalità di fund raising per supportare i costi degli interventi di rigenerazione.
  • Apertura di uno sportello informativo e di consulenza. L’apertura dello sportello ha la funzione di anticipare alcune delle funzioni che lo spazio andrà ad assolvere una volta riqualificato. Tra queste una funzione di supporto e consulenza per giovani nella ricerca di micro-finanziamenti e orientamento alla redazione di proposte di auto-occupazione e/o di scambio e/o di start-up di micro-impresa. Esso inoltre provvederà alla ricezione di micro-progettazioni come proposte da realizzare nello spazio rigenerato. Valutazione delle stesse e coinvolgimento nel percorso di progettazione partecipativa.
  • Attività informativa e promozionale. Costante comunicazione pubblica in relazione all’attività realizzata. I canali saranno una pagina facebook dedicata, un profilo instagram, un profilo twitter. Tramite tali profili sarà possibile attivare una comunicazione immediata per la relazione con i potenziali interessati.

Tutto questo verrà presentato in un primo evento pubblico di avvio del progetto. “SpazioBetti all’ora dell’aperitivo”, è il titolo dell’evento che si terrà il prossimo 11 luglio alle ore 18 presso il cortile antistante il vecchio edificio della scuola media Betti (Largo Mora).

Appuntamento che intende essere una presentazione generale dell’intero percorso che accompagnerà i giovani del territorio per i prossimi mesi. Si avrà così modo di far conoscere sia le iniziative che verranno realizzate, sia il senso dell’operazione che si vuole portare a termine. Una presentazione che verrà realizzata anche coinvolgendo alcuni autorevoli ospiti.

Paolo Paroni e Marco Mietto delle Rete Iter (la più importante aggregazione di amministrazioni locali e soggetti del terzo settore attivi sul tema delle politiche giovanili) che verranno a raccontare il progetto “La Grande Bellezza”. Un progetto finalizzato al recupero di spazi in disuso e tramite il quale viene anche sostenuto questo percorso, insieme ad altri simili che si realizzano in altre 5 località italiane.

Giovanni Campagnoli (uno dei massimi esperti nazionali di politiche giovanili) verrà a presentare il suo libro “Riusiamo l’Italia” che è un grande viaggio e al tempo stesso un manuale d’uso, proprio sul tema della riattivazione di spazi in disuso, nella funzione di Beni in Comune destinati ai giovani.

“Per noi è davvero un’occasione importante per presentare alla città un progetto cui teniamo moltissimo al punto da investirci nostre risorse e non avere chiesto al Comune alcun compenso per la sua realizzazione – dice Paola Cimadamore, coordinatrice del progetto SpazioBetti per conto di AgenziaRES – perché pensiamo che una cooperativa sociale sia un organismo che deve assumersi responsabilità e mettere a disposizione la propria intelligenza per il territorio che abita. Si tratta di un primo appuntamento di un calendario molto fitto che da qui a dicembre permetterà di impegnare la città in un percorso di grande rilievo e al tempo stesso di animare e rendere fertile la vita e le attività di un quartiere che si va progressivamente depauperando”. “Abbiamo già coinvolto – continua Cimadamore – una serie di realtà associative e di esercizi vicini alle finalità del progetto e le risposte e le disponibilità sono state addirittura entusiastiche”.

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