Servizio Civile

Servizio Civile Universale: Il coraggio di esserci

Anche quest’anno tornano le riflessioni dei ragazzi che stanno svolgendo il Servizio Civile Universale presso i progetti della cooperativa sociale NuovaRicerca.AgenziaRes. Giada De Ruggiero, che partecipa al progetto “Il coraggio di esserci”, ci rende partecipi di alcune sue analisi sul lavoro che sta svolgendo presso i nostri SAI e sull’opportunità che questa scelta lavorativa le ha dato per cimentarsi in nuovi contesti ed approfondire le sue conoscenze.

La mia esperienza di Servizio Civile Universale

“Il coraggio di esserci”, già il nome del progetto a cui ho deciso di partecipare dice tutto. In queste poche parole è racchiuso tutto il significato del mio percorso di servizio civile – ma anche il significato più ampio che questo incarna.

Il servizio civile è un progetto che ha origini molto più lontane di quanto si pensi, quando i ragazzi italiani erano chiamati alla leva militare. Dal 1972, però, un gruppo di pacifisti e obiettori di coscienza rifiutano di arruolarsi. Decidono di prestare servizio alla propria patria in maniera pacifica, mettendo in campo la cittadinanza attiva. Il servizio civile era un’alternativa alla leva, e perciò anch’esso obbligatorio.

Nel 2001 viene poi istituito il servizio civile su base volontaria, aperto sia a ragazzi che a ragazze desiderosi di prendere parte a un’esperienza di formazione sociale, civica e professionale in ambiti di solidarietà e cooperazione. I progetti hanno una durata tra 8 e 12 mesi, con un orario di servizio pari a 25 ore settimanali. La parola volontario potrebbe indurre a pensare che il servizio civile non sia retribuito, ma non è così. Gli operatori volontari selezionati sottoscrivono con il Dipartimento per le Politiche Giovanili un contratto che fissa l’importo dell’assegno mensile per lo svolgimento del servizio intorno ai 500€.

Negli ultimi anni l’entusiasmo per il servizio civile è andato via via scemando. Purtroppo il servizio civile ha visto perdere aderenze. Io stessa non ero a conoscenza di cosa fosse, finché non mi è stato proposto, per caso, di fare domanda.

Il mio percorso si svolge al SAI “Era Domani” della cooperativa NuovaRicerca.AgenziaRES, uno dei progetti di accoglienza e integrazione dei migranti qui nel fermano. Giunta ormai a metà della mia esperienza, posso dire che è stato molto più formativo di quello che mi aspettassi. Non solo sul piano lavorativo (ho avuto la possibilità di mettere in pratica tutte le conoscenze acquisite sui libri e imparare cose che solo sul campo si possono sperimentare), ma soprattutto sul piano umano.

“Il coraggio di esserci” indica il mio percorso per imparare a mettermi nei panni degli altri, non necessariamente di chi vive situazioni più svantaggiose. Sto imparando ad ascoltare – ascoltare davvero – i bisogni degli altri, a mettermi in gioco in situazioni fuori dalla mia comfort zone, ma anche a prendere mano con quello che la vita lavorativa mette davanti tutti i giorni.

Il servizio civile è un’esperienza formativa a 360 gradi, che dà la possibilità di fare esperienza sul campo e di diventare autonomi. Allo stesso tempo, però, ti dà la possibilità di sperimentarti sapendo di avere una guida a nostra disposizione.

È sicuramente un percorso che consiglierei a tutti, non solo a chi sta ancora cercando la propria strada, ma anche a chi l’ha trovata e vuole esplorarla ancora di più.

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