Laboratorio di apprendimento

Affrontare l’invecchiamento della popolazione europea: il rapporto tra innovazione sociale e assistenza a lungo termine

invecchiamento

“A livello europeo, le sfide legate ai processi di invecchiamento della popolazione sono tra quelle più evocate per giustificare la necessità di stimolare l’Innovazione Sociale” (Maino e Razetti 2019, p. 240).

La produzione accademica sul tema è aumentata nell’ultimo decennio, a seguito della notevole attenzione dedicata all’Innovazione Sociale soprattutto a livello comunitario, con particolare attenzione al sostegno sociale e alla Long Term Care (LTC) per le persone anziane attraverso la descrizione, il confronto e analizzando diversi approcci al finanziamento, all’organizzazione e alla regolamentazione in LTC. Inoltre, identifica anche le potenzialità e le pratiche in corso di Social Innovation nelle aree di LTC, nonché il consolidamento delle conoscenze per informare la politica a livello dell’UE e nazionale.

Partendo dalla rilevanza accademica e politica sopra delineata, sono stati indagati due casi – che combinano sia l’Innovazione Sociale che l’offerta di servizi per gli anziani.

Il caso italiano: La Cura è di Casa

Il primo caso è l’italiana La Cura è di Casa, parte dei progetti del bando “Welfare in Azione” 2016 della Fondazione Cariplo per offrire sostegno agli anziani della provincia del Verbano Cusio Ossola (VCO) e di sette comuni dell’Alto territorio novarese. Vi partecipa una rete di 23 enti pubblici e privati, tra cui la Provincia del Verbano Cusio Ossola (in qualità di capofila), i tre Consorzi dei Servizi Sociali del VCO, l’Azienda Sanitaria Locale, alcune case di cura, associazioni di volontariato, tre fondazioni donazioni e il Centro Ricerche Cremit dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Accedere ai servizi, attivare la prevenzione e monitorare le azioni.

L’obiettivo è sostenere gli anziani e le loro famiglie in situazioni di fragilità, raccogliendo la sfida dell’invecchiamento della popolazione, il peso delle cure e la crescente domanda di servizi per le malattie croniche. Mira a sviluppare una rete di supporto pensata per gli over 65, facilitando l’accesso ai servizi immediati, attivando azioni di prevenzione e monitoraggio e cercando di favorire lo sviluppo di contesti comunitari che facilitino la permanenza e la cura degli anziani nelle proprie case.

Il caso tedesco: Bielefelder Modell

A causa dell’invecchiamento, l’argomento della “vita autodeteminata” sta diventando sempre più importante. Con l’aumento della percentuale di anziani nella nostra società, aumenta anche il numero di persone bisognose di cure, e con esso la necessità di alloggi senza barriere e servizi di assistenza di quartiere a bassa soglia. In questo contesto, negli anni ’90 la Bielefelder Gemeinnützige Wohnungsbaugesellschaft (BGW), insieme a un fornitore di servizi sociali e alla città di Bielefeld, ha sviluppato il “Modello Bielefeld”, un concetto pionieristico che ha attirato l’attenzione a livello nazionale e ora viene implementato anche in altre città.

Accedere al supporto sociale, vivendo in modo indipendente

Il Bielefelder Modell è stato avviato nel 1996 nella città di Bielefeld nella Renania settentrionale-Vestfalia come una partnership tra un’associazione abitativa, Bielefelder Gemeinnützige Wohnungsbaugesellschaft (BGW), e un’organizzazione di volontariato che fornisce servizi ambulatoriali e di assistenza sociale nella comunità, Verein Alt und Jung eV con il sostegno del comune locale e di una serie di altre organizzazioni sociali. L’obiettivo del modello è quello di consentire alle persone anziane di vivere in modo indipendente l’invecchiamento, in un ambiente accessibile, con accesso al supporto di assistenza sociale. Ciò fornisce anche una maggiore sicurezza fisica per le persone anziane attraverso alloggi accessibili che riducono il rischio di cadute. Il modello ora opera attraverso 14 progetti abitativi in 12 distretti della città di Bielefeld e fornisce supporto a circa 450 famiglie contenenti persone anziane che hanno bisogno, o quasi, di sostegno sociale di basso livello per vivere in modo indipendente.

Governance multi-stakeholder

Uno degli aspetti peculiari riscontrati per entrambe le organizzazioni è la “governance multi-stakeholder”. Negli ultimi anni, la governance multi-stakeholder è diventata un argomento sempre più importante nel mondo accademico e nella sfera politica e può essere considerata una caratteristica chiave delle innovazioni sociali.

Con “Governance multi-stakeholder” si fa riferimento a una forma di governance in cui più stakeholder sono integrati, al fine di rispondere in modo collaborativo a un problema osservato congiuntamente, partecipando congiuntamente al dialogo e ai processi decisionali.

La Cura è di Casa: Partnership paritarie e reti innovative

La Cura è di Casa è composta da una moltitudine di attori provenienti da ambiti diversi che lavorano a stretto contatto tra loro. Ha adottato una logica di “partenariato paritario” nell’organizzazione interna. Ad esempio, nell’incontro degli stakeholder, ogni soggetto – pubblico o privato – partecipa alla gestione delle attività e all’allocazione delle risorse finanziarie per ciascuna aggregazione territoriale. L’intenzione è quella di modificare la relazione tra questi attori e creare nuove reti e partnership, trasformando in definitiva le relazioni sociali.

Il motto che spesso accompagna La Cura è di Casa è “la comunità per il benessere degli anziani”. In poche parole, esprime due elementi essenziali: prendersi cura degli anziani e del loro invecchiamento con l’aiuto della comunità, promuovendo una nuova struttura organizzativa che vede soggetti pubblici e privati ​​come collaboranti – e dove i cittadini stessi hanno un ruolo attivo. La stretta collaborazione si rispecchia anche nelle assemblee; ad esempio, le associazioni di volontariato sono state immediatamente coinvolte nella progettazione e realizzazione di attività di people raising e fundraising. Allo stesso tempo, il fatto che i Servizi Sociali, l’ASL (Azienda Sanitaria Locale) e il Terzo Settore fossero seduti allo stesso tavolo per decidere come gestire il bilancio, ha reso ogni soggetto corresponsabile nel suo utilizzo e ha rafforzato la coesione del partenariato.

Bielefelder Modell: il mix pubblico-privato

In secondo luogo, anche il Bielefelder Modell è composto da strutture di governance multi-stakeholder. Gli attori coinvolti in questo progetto includono la città di Bielefeld, l’associazione per l’edilizia abitativa (BGW), un’organizzazione di volontariato che fornisce servizi ambulatoriali e di assistenza sociale nella comunità (Verein Alt und Jung e.V.), volontari e il comune locale. Il progetto è finanziato tramite più fonti che presentano un mix pubblico-privato. La filosofia e la strategia della governance multi-stakeholder è parte integrante di questo modello: secondo l’Università di Bielefeld, la collaborazione di una varietà di attori rappresenta la “base per tutte le strutture e le attività nel modello di Bielefeld” (Wingenfeld et al. 2020) . Se è previsto un nuovo progetto, un accordo di cooperazione costituisce la base vincolante per la cooperazione. Questo accordo descrive in modo differenziato quali sono i compiti della società di edilizia abitativa e quali compiti hanno i rispettivi fornitori di servizi nella creazione e nella stabilizzazione di un luogo di progetto.

Per gli scambi generali, nonché per il coordinamento di attività in corso o progetti speciali, è particolarmente importante l’attuazione di riunioni periodiche dei partner di cooperazione; in pratica, si sono rivelati utili da sei a otto riunioni all’anno di tutte le parti interessate. In generale, la modalità di governance è caratterizzata da gerarchie piatte e la divisione dei compiti è decisa caso per caso, a seconda dell’attore ritenuto più adatto. Gli autori di uno studio sul Modello Bielefelder colpiscono il ruolo della fiducia come meccanismo vitale per il funzionamento della collaborazione tra gli attori e, quindi, il funzionamento del progetto stesso (Wingenfeld et al. 2020).

L’integrazione della “Comunità” e il rapporto con l’Innovazione Sociale

Un’altra sorprendente somiglianza che abbiamo trovato nell’analisi precedente è stata l’enfasi sulla comunità, poiché entrambi i casi esprimono la volontà di coinvolgere in primo luogo vari attori locali e, in secondo luogo, di migliorare la costruzione della comunità. Pertanto, l’integrazione della comunità può essere considerata parte integrante dell’approccio e della strategia dell’organizzazione.

Il concetto di sviluppo della comunità si riferisce in generale a “un processo in cui i membri della comunità si uniscono per intraprendere azioni collettive e generare soluzioni a problemi comuni” (UNTERM 2014). Secondo Bianchi (2021), lo sviluppo della comunità può essere indagato prendendo in considerazione due approcci: in primo luogo, lo sviluppo della comunità può essere considerato come un risultato, “come miglioramento fisico, sociale ed economico” (Green e Haines 2008 di Bianchi 2021); in secondo luogo, lo sviluppo della comunità può essere considerato come un processo, che si riferisce ampiamente alla “capacità di una comunità di agire collettivamente e migliorare […] la capacità di farlo” (Hughes e Traynor 2000; Craig et al. 2011 di Bianchi 2021).

Se guardiamo ai casi in esame, le organizzazioni sembrano integrare il processo e il risultato nella loro filosofia e nel modo in cui forniscono i loro servizi. Come illustrato in precedenza, entrambi i casi integrano vari stakeholder a livello di comunità nella fornitura dei servizi che offrono, la fornitura di servizi è diretta alla comunità e la partecipazione della comunità è rafforzata.

In primo luogo, nel caso italiano, La Cura è di Casa, domina la visione che la comunità ha bisogno di integrare i propri bisogni, ricostruendo i legami di fiducia, fare rete e creare percorsi condivisi per valorizzare la ricchezza del tessuto sociale. Come espresso sopra, il motto si riferisce a “una comunità per il benessere delle persone anziane”, quindi aiutare la comunità integrandola e valorizzandola. Pertanto, gli attori locali dovrebbero essere inclusi e creare un senso di comunità. In secondo luogo, il caso tedesco, il Bielefelder Modell, ad esempio afferma che fornisce una gamma completa di servizi in un’area locale, che risponde ai bisogni delle persone anziane e della comunità più ampia nel quadro della previdenza sociale esistente; anche qui viene enfatizzato il senso di comunità e di integrazione di diversi attori locali (vedi ad esempio il “Wohncafe”). Quindi, le organizzazioni “si servono” della comunità, integrando i diversi stakeholder e voci, e si rivolgono alla comunità nel suo insieme.

Raccomandazioni e ulteriori ricerche

L’analisi di questi due casi mette in evidenza come l’innovazione sociale e la sua intersezione con la Long-Term Care abbia la capacità di trasformare le relazioni tra soggetti territoriali, partenariati privati e pubblici oltre a creare reti innovative tra attori istituzionali e comunità. Per comprendere ulteriormente i casi e la loro relazione con l’innovazione sociale, le analisi dovrebbero concentrarsi in modo più approfondito sulla rilevanza dei contesti istituzionali e della dipendenza dal percorso, integrare più casi per aumentare la generalizzabilità e indagare sulle conseguenze della pandemia di Covid-19 sul benessere Stato e le implicazioni per l’Innovazione Sociale.


Questo articolo fa parte di una collana ed è stato scritto dagli studenti del Master in Global Politics and Society dell’Università degli Studi di Milano che, frequentando il corso “The Welfare States and Innovation”, hanno esplorato la connessione tra Social Innovation e nuove forme di Welfare nelle società contemporanee. […]

Traduzione dell’articolo di Catia Quintas, Mara Junge, Felix Lanver, Amrei Quincke

Fonte originale dell’articolo

Immagine: Donna foto creata da freepik – it.freepik.com

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