Un dibattito adulto sulle migrazioni

Traduzione dell’articolo di Benjamin Fox per Euroactive

Le migrazioni dal Medio Oriente e dal Nord Africa verso l’Europa non finiranno.

Se accettiamo questa ovvia affermazione cecamente, allora è sconcertante che i leader europei sembrino incapaci di immaginare nient’altro come soluzione se non controlli alle frontiere più severi. Anche se la Fortezza Europa non funziona.

Se sei abbastanza disperato da tentare il viaggio attraverso il Mar Mediterraneo su una piccola barca, l’idea che i “respingimenti” marittimi e più guardie di frontiera ti scoraggeranno è ridicola.

I giovani africani sono sempre più frustrati dal fatto che la fortezza europea è difficile da penetrare. Ma questo ovviamente non è un deterrente sufficiente poiché vediamo che i flussi migratori aumentano ancora una volta.

Il mese prossimo, i leader dell’UE e dell’Africa si riuniranno per un vertice precedentemente rinviato da due anni a causa della pandemia di COVID-19. Le migrazioni saranno un argomento caldo come lo è sempre stato.

Si spera in un dibattito più adulto e onesto rispetto a un rimaneggiamento dei soliti temi: la preoccupazione europea per il controllo delle frontiere e le richieste africane di contanti per controllare le frontiere.

Affinché l’UE e l’Africa possano andare avanti in materia di migrazione, avremo bisogno di sistemi chiari e di percorsi legali e programmi di scambio offerti dall’Europa, insieme agli impegni africani in materia di controllo della migrazione e riammissione. Affinché venga raggiunto un patto politico, si deve essere uniti.

La volontà politica di arrivare ad un patto non c’era in passato. Ma sembra esserci un crescente riconoscimento da parte dei leader europei che l’offerta sulla migrazione dovrà migliorare.

In una tavola rotonda, il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis ha sottolineato la necessità di “migrazione organizzata e percorsi legali”. Tuttavia, ha aggiunto, i paesi africani devono cooperare maggiormente alla riammissione delle persone che non hanno il diritto di risiedere in Europa.

Questi percorsi legali non devono significare ripartire da zero.

Spagna e Italia hanno già accordi bilaterali sulla migrazione con Marocco, Tunisia e Senegal per i lavoratori stagionali. Oltre ai programmi di formazione e scambio di studenti, tali programmi vanno a vantaggio sia dell’Europa che dell’Africa e potrebbero essere facilmente ampliati.

Tuttavia, non tutti sembrano pronti ad affrontare la realtà.

All’inizio di questa settimana, a seguito di una riunione ministeriale a Bruxelles, il ministro degli Esteri ungherese Peter Szijjártó ha insistito sul fatto che “le ondate migratorie dall’Africa dovrebbero essere fermate piuttosto che incoraggiate, e la sicurezza deve essere migliorata [nella regione] per raggiungere questo obiettivo”.

Secondo lui, l’Europa dovrebbe perseguire la stessa politica fallimentare, ma con un bastone più affilato, in altre parole.

Questo tipo di retorica giocherà senza dubbio bene in casa, ma come politica estera è futile e intellettualmente disonesta. Se ripeti le stesse tattiche, è una follia aspettarsi un risultato diverso.


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Immagine: Photo by Etienne Girardet on Unsplash

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