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Misurare per valutare e comunicare: la giornata formativa

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Un’impresa sociale è sostanzialmente un’organizzazione economica che si è fatta carico anche di una missione di carattere sociale. Ha deciso di finalizzare la propria azione al miglioramento del contesto territoriale di cui è espressione. Quantomeno ha comunque deciso che la propria attività di impresa si svolge intorno all’area dei servizi di welfare e per la promozione del benessere della comunità. In ragione di tale missione, essa acquisisce il diritto ad una serie di misure di sostegno e di promozione: in sostanza lo Stato, riconoscendo l’utilità di tale azione, sgrava di alcuni vincoli e supporta con alcune specifiche facilitazioni.

Tutto questo però determina una responsabilità che chiede in qualche modo di essere verificata. Chiede di farsi carico di un dovere di rendicontazione nei confronti della comunità, in relazione alla natura della propria azione e della efficacia che essa realizza sui contesti in cui opera. Occorre comprendere quanto sia vero che l’impresa sociale produce una qualche forma di valore aggiunto verso la comunità o quantomeno quanto essa si ponga questo problema.

Si tratta di una esigenza che da sempre accompagna la crescita dell’impresa sociale in qualunque sua forma. Così nel tempo sono cresciute una serie di prassi come i bilanci sociali, i report di sostenibilità, l’adesione alle certificazioni etiche (nate in realtà in altri settori e con altre finalità… vedi ad es. i bimbi cambogiani che cucivano i palloni della Nike) e altre tipologie di rendicontazione dell’agire di impresa che hanno risposto a differenti finalità di misurazione. Il codice del terzo settore ha introdotto in maniera cogente il tema dell’impatto sociale, rispetto al quale si sta attendendo la definizione di una linea guida che ne vada a definirne modalità e contenuti.

In questi ultimi anni sulla valutazione di impatto sono cresciute una serie di esperienze e un dibattito piuttosto fitto. Le posizioni sono molto variegate e prendono piede già a partire dalla definizione stessa di valutazione di impatto. È ovvio che ragionare di impatti rispetto all’azione sociale, cioè ad una azione che interviene su un sistema di variabili molto complesso, comporta dei seri problemi di appropriatezza e coerenza delle misurazioni che vengono realizzate. Un esempio interessante è quello determinato dalla Fondazione “Con i Bambini” che nell’ambito dei suoi bandi per il contrasto alla povertà educativa ha previsto l’obbligo della valutazione di impatto e ha anche posto in essere alcune azioni: ha individuato un elenco di soggetti che sono “qualificati” a fare da partner di progetto con l’incarico di provvedere alla valutazione di impatto; ha prodotto un vademecum per la valutazione di impatto dei programmi finanziati dai suoi bandi; ha definito una linea guida con gli orientamenti che tale valutazione deve assumere.

Occuparsi di rendicontare il valore dell’azione dell’impresa sociale riguarda però non solo il tema della misurazione di tale valore, ma anche il tema della comunicazione. La necessità di individuare canali e modalità efficaci per svolgere tale racconto: sia verso l’esterno, la comunità, gli stakeholder, sia verso l’interno stesso dell’organizzazione. Ponendosi il problema, assolutamente non secondario, di restituire ai propri membri il senso e l’efficacia di quanto stanno realizzando.

Infatti, lavorare sulla valutazione e rendicontazione comporta un’azione molto puntuale e biunivoca con i membri della propria organizzazione. Un lavoro ancora più importante quando parliamo di organizzazioni dell’economia sociale. Biunivoca in quanto una vera valutazione deve necessariamente essere partecipativa ed assumere lo sguardo di tutti i membri per definire le proprie misurazioni; e deve al tempo stesso ritornare ai membri informazioni e osservazioni che li aiutino a comprendere la propria azione e individuare i margini di miglioramento che essa offre.

Saranno questi i temi alla base del seminario che venerdì 24 novembre terremo – nell’ambito della collana Officina di Sociale Evoluto – presso l’aula formativa in via don Biagio Cipriani a Fermo. Il seminario si svolgerà dalle 9 alle 18 e sarà condotto da Davide Dal Maso, partner di Avanzi: agenzia milanese di consulenza nell’ambito dell’azione sociale il cui motto è “sostenibilità per azioni” e che è uno degli organismi più affermati a livello nazionale e con soluzioni maggiormente attente ai temi dell’innovazione sociale.

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