Risposte Res

Alzheimer e demenze senili: una risposta sugli interventi

0

In un nostro precedente articolo vi avevamo presentato una nostra indagine sull’ Alzheimer e le demenze senili nel nostro territorio. Ora vogliamo dare alcune risposte che secondo noi potrebbero aiutare sia i familiari che i caregiver. Ma prima facciamo una piccola analisi per capire in profondità il fenomeno.

Nella sua elaborazione generale sul mutamento sociale, Emile Durkheim parlava di differenza tra coscienza collettiva e individuale. Egli affermava che nelle società moderne, la coscienza individuale delle persone è più forte e cresce rispetto alla coscienza collettiva. Secondo il sociologo francese, la coscienza collettiva è l’insieme di rappresentazioni, norme e valori, condiviso dai membri della società e come tale costituisce la dimensione societaria di questo insieme di persone. Mettendo al centro della nostra analisi i problemi sociali e nello specifico le demenze senili, la rappresentazione che riusciamo a coglierne è del tutto basata sulle emergenze delle coscienze individuali che, spostate dalla modernità durkheimiana alla postmodernità, risultano smembrate dal corpo societario, che ha smarrito la sua capacità comunitaria di creazione del benessere. Ne risulta una realtà sociale che fa fatica ad armonizzare gli interventi, specialmente quelli rivolti alla terza età e alla cosiddetta demenza senile: non si tratta di un problema della società tutta ma una triste ovvietà anagrafica, relegata nell’ambito dell’ambiente famiglia.

Il focus va posto sui ruoli che nell’organizzazione sociale abbiamo assegnato ad ognuno di noi, un noi categorizzato a seconda delle funzionalità e disfunzionalità. Tutto ciò che sfugge dal concetto di risorsa produttiva, viene posto su un gradino più basso della scala sociale, diventa uno scarto umano. Insieme che raccoglie non solo la terza età ma la marginalità nel suo complesso e il campionario delle vite di margine sembra non sentire crisi, si rinnova ed è in continua ridefinizione. In un sistema paese che sposta i suoi interessi sulle risorse produttive, è facile mettere fuori intere categorie, gli anziani ad esempio, gli anziani disorientati maggiormente, ed assegnare nuovi ruoli di marginalità fino ad arrivare ad una automatica autoesclusione.

Risposte Res non vuole essere un antidoto facile e pronto all’uso. Prima di tutto rappresenta una classe di risposte, la nostra, che si unisce a quelle di chi come noi cerca nell’innovazione sociale una strada percorribile. In secondo luogo, vogliamo che delinei un punto di vista critico e costruttivo.

Molte volte abbiamo sostenuto la povertà dei servizi rivolti alle demenze senili o la loro totale assenza. Proviamo quindi a costruire, partendo dalle nostre competenze, una coscienza collettiva che sappia riappropriarsi del corpo societario. Proviamo a diffondere l’idea che è possibile restituire la dignità a chi poco a poco sta perdendo le abilità cognitive di tutta una vita.

I primi passi di questo percorso saranno semplici. Un convegno – nei prossimi mesi – per discutere di come si possa affrontare la demenza utilizzando metodologie non farmacologiche; un percorso formativo, per iniziare anche nel nostro territorio ad avere persone preparate a prendersi cura oltre la semplice ospedalizzazione, oltre il solito assistenzialismo, iniziando a lavorare per ridurre poco alla volta il terreno della marginalità.

You may also like
Genitori in rete… o in trappola?
Alzheimer, ospite di famiglia

Leave Your Comment

Your Comment*

Your Name*
Your Webpage