Officina di Sociale Evoluto

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Perché Officina di Sociale Evoluto

Questo percorso è concepito come uno spazio di elaborazione e di costruzione di strumenti e ipotesi di intervento sociale. Quindi:

Officina – perché concepiamo il momento formativo, come un processo di co-costruzione di significati e di apprendimento cooperativo e non come trasmissione di  contenuti completamente confezionati.

Sociale – perché è per le persone e con le persone che lavoriamo ed elaboriamo il nostro pensiero.

Evoluto – perché abbiamo l’ambizione di mirare alto: vogliamo, insieme a chi avrà voglia di accompagnarci, definire contenuti al passo con le riflessioni più avanzate.

Per questi motivi abbiamo scelto di farci guidare da esperti che esprimono il punto più alto rispetto allo specifico degli interventi formativi che abbiamo loro richiesto.

Tre capisaldi dunque, hanno ispirato la costruzione di questo percorso:

  • L’idea di attivare una stagione di innovazione sociale nel nostro territorio rispetto ai temi che crediamo essenziali: l’animazione di comunità come immersione dei servizi nel lago sociale in cui nuotano; una nuova idea di abitare, per ridiscutere i nostri legami di prossimità; le problematiche socio-sanitarie emergenti sulle quali si richiedono risposte nuove ed al passo con i bisogni.
  • La necessità di approfondire i contenuti e le competenze del lavoro sociale per tornare ad una centratura forte sul bisogno dopo una lunga ubriacatura da prestazioni, dalla quale è conseguita la perdita di attenzione per i significati e per la cura delle nuove domande e fragilità sociali.
  • L’intento di ripensare ad un’impresa sociale responsabile e dialogante. Un dialogo basato sulla valutazione e sul racconto della propria azione, nella ricerca di un costante adeguamento e miglioramento degli impatti che questa determina verso i beneficiari, verso il sistema interno dei soci ed operatori e verso la comunità territoriale in senso più ampio.

Sono 8 le aree d’intervento che abbiamo scelto per il nostro piano formativo:

  1. Officina della finalità: qualunque progetto di intervento individualizzato trova nella osservazione il suo primo passo. In questo percorso proviamo a utilizzare il paradigma dello “sguardo”: l’idea, cioè, che qualunque osservazione non è mai un momento esclusivamente “tecnico”, ma è pregno di una dimensione umana dalla quale non è possibile prescindere.
  2. Officina della relazione: il lavoro sociale ha come materia prima le relazioni, intese  come relazione d’aiuto con l’utente, ma anche come relazione all’interno delle équipe di lavoro. Quali ne sono gli elementi essenziali e come poterla migliorare? Un percorso pensato per individuare soprattutto le aree di miglioramento entro le quali ciascuno è chiamato a lavorare.
  3. Officina della documentazione: documentare adeguatamente il lavoro sociale è un’esigenza acquisita. Saperlo fare in maniera efficace è un requisito di promozione delle organizzazioni, ma anche di “rendicontazione”. Attraverso questo percorso intendiamo maturare nuove competenze tecniche ma soprattutto una riflessione su cosa significhi documentare il lavoro sociale, attraverso il confronto con esperti del “racconto” organizzativo.
  4. Officina della gestione d’impresa: tre laboratori su tre differenti tematiche della gestione di impresa sociale: la contrattualistica del lavoro e le innovazioni giuslavoristiche; la manutenzione della relazione con i soci in una organizzazione di medie dimensioni; la condivisione della conoscenza come tema strategico.
  5. Officina della qualità: un percorso sulla valutazione  del lavoro sociale e sull’attivazione di  miglioramento e innovazione a partire da essa  e dal dialogo con la comunità territoriale. Esperienze e laboratori tra bilancio sociale, report di sostenibilità e valutazione.
  6. Officina dell’animazione di comunità: se il lavoro sociale ricerca efficacia, impatti e cambiamento sociale non può fare a meno di occuparsi della comunità nella quale è immerso, facendo i conti con la complessità che caratterizza tutti i contesti sociali. Proponiamo quindi un percorso che aiuterà ad appropriarci dei concetti e degli strumenti dell’animazione di comunità.
  7. Officina dell’intervento sanitario: le demenze a esordio tardivo: un fenomeno in grande crescita che richiede conoscenze e competenze specifiche ed aggiornate. Con questo percorso proponiamo un convegno per fare il punto della situazione e un corso di specializzazione per costruire figure in grado di fronteggiarlo e di offrire ai pazienti e ai loro familiari il sostegno di cui hanno bisogno.
  8. Officina dell’innovazione sociale: proponiamo l’housing sociale come nuova prassi e modello di intervento sociale attraverso cui  l’abitare diviene ambito di costruzione di nuove relazioni sociali, per creare una comunità in grado di prendersi cura delle proprie fragilità. Ma per costruire nuove prassi di intervento occorre l’intelligenza di tutti e quindi ripensare gli strumenti di affidamento e definizione dei servizi; per questo un appuntamento è dedicato al  codice degli appalti  e ad alcune prassi virtuose che indicano strade nuove.