Lavoro che cambia

Lavorare al futuro, scegliere al presente: le azioni dell’ orientamento professionale

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Una delle esperienze più significative della vita, soprattutto nel nostro contesto, è quella che si fa nel momento in cui si cerca il proprio orientamento professionale. Detto in maniera meno raffinata è il momento in cui cerchiamo lavoro. Si tratta, di fatto, di una fase di transizione che fa rima, spesso, con confusione.

Un passaggio obbligato ad una certa età, quando finiamo la scuola o l’università e dovremmo essere pronti per affrontare la carriera professionale. Ma, di questi tempi e sempre più in futuro, sarà un passaggio che dovremo ripetere più volte nella vita (con la speranza che non siano troppe e traumatiche).

La questione è che ciò che ci aspetta nel mondo del lavoro futuro (ma che ha già un piede nel nostro presente) sarà un continuo cambiamento: non è il meccanismo con il quale passiamo da una posizione all’altra in un processo che assomiglia molto alla precarietà. Si tratta invece di un percorso di cambiamento e adattamento che passa attraverso l’analisi del contesto, le sue mutazioni e le risposte che a queste siamo in grado di dare.

Detto in parole più semplici, ciascuno di noi si troverà nella condizione di trasformare e potenziare la propria gamma di competenze. Sarà sempre più difficile essere efficaci ed efficienti (e quindi competitivi) senza modificare alcun comportamento lavorativo, apprendere qualcosa di nuovo, cogliere nuove opportunità.

Quale può essere il trucco per sopravvivere in questo contesto di continuo cambiamento? In altre parole: se le prospettive del mondo del lavoro ci appaiono in continuo movimento, come facciamo a trovare il nostro posto? Come indoviniamo la strategia per non rimanere esclusi?

Le soluzioni, in linea teorica, possono essere due. La prima è quella che si affida alle previsioni, che cerca di indovinare quale tra i cambiamenti possibili, sarà quello più probabile. Esistono dati, statistiche e studi che fanno previsioni. Con una certa frequenza si rivelano poco precise perché mancano di un fattore decisivo: noi stessi. Si tratta della soluzione che cerca di guardare al futuro, ma non al nostro futuro.

La seconda soluzione è quella invece che si fonda sulle nostre competenze, su quello che sappiamo fare, sulle nostre abilità. Sulla nostra capacità di essere adattabili, resilienti, pazienti ma anche tenaci, decisi, coraggiosi: non cerchiamo di adattarci ai cambiamenti cercando l’occasione più favorevole, ma lavoriamo sulle nostre capacità e competenze in modo da trasformare noi stessi insieme al mondo che sta cambiando. Questo, in altre parole, è un processo di continuo apprendimento. In AgenziaRES siamo convinti che questa sia la strada che vogliamo percorrere. Così, tutti i nostri servizi, le nostre attività sono pensate perché al centro ci sia qualcuno in particolare: noi.

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