Lavoro che cambia

Canvas: uno strumento per la progettazione

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Canvas. Chi si occupa di progettazione e soprattutto di pianificazione imprenditoriale ha ormai una grande confidenza con questo termine e soprattutto con questa classe di strumenti. Il Canvas è in sostanza uno schema grafico che intende rappresentare in maniera estremamente sintetica ed essenziale le modalità con le quali un’impresa crea valore, le attività necessarie per raggiungerlo, i segmenti di clientela e le dimensioni economico-finanziarie.

Negli ultimi anni questi strumenti si sono molto affermati a partire dalla consapevolezza che i tradizionali modelli di business planning spesso divenivano raccolte enciclopediche di informazioni per lo più ridondanti e poco utili e destinate ad essere velocemente sorpassate dalla velocità e variabilità degli accadimenti. Ne è emersa la preferenza per reportistiche molto più agili, che con la loro estrema leggerezza aiutano ad avere un approccio mentale centrato su quanto è più essenziale alla costruzione imprenditoriale.

I canvas sono quindi schemi di rappresentazione che possono essere utilizzati sia in sede di progettazione di impresa che per la raffigurazione della catena del valore di un nuovo prodotto/servizio, che per analizzare un’organizzazione e la sua capacità di generare valore e di organizzarsi in maniera coerente per questo scopo e quindi anche di modificarsi e rinnovarsi. Non si tratta di strumenti neutri, ma il modo in cui sono confezionati influisce sull’approccio di progettazione che si viene a determinare: definiscono le angolature sulle quali viene posta attenzione. Proviamo a conoscerne qualcuno.

canvas-1

Il Business Model Canvas è il più noto ed utilizzato. Come si vede la descrizione dell’idea imprenditoriale viene svolta tramite 9 differenti aree che riescono a riassumerla in un solo foglio. L’ordine con il quale vengono compilati i 9 quadranti è molto preciso e non deve essere casuale: esso parte dalla definizione della proposizione di valore (l’individuazione dell’elemento di valore da proporre sul “mercato”) e si conclude con i due quadranti in basso relativi alla struttura dei costi e dei ricavi. Dalla proposizione di valore si procede verso destra per determinare i clienti e poi si risale verso la parte sinistra per capire attività e risorse.

Come si vede l’enfasi sulla proposizione di valore è un elemento di grande rilevanza e permette di progettare processi di innovazione rilevanti e di concentrare molta dell’attenzione sull’idea e sulla sua capacità di avere un impatto positivo con i clienti. Ma attenzione al processo di ideazione. Esso sarà tanto più efficace quanto più coinvolgerà in maniera partecipante tutti i soggetti coinvolti nella realizzazione di quel business. Sono quindi benvenute (anzi richieste) tutte quelle tecniche di animazione creativa per coinvolgere nel processo di progettazione tutti gli attori in gioco; anche quelli più laterali. Per animare processi di questo tipo occorrono dunque sia competenze di organizzazione e gestione di impresa che competenze di progettazione partecipativa.

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Il Lean Canvas è una modificazione del modello precedente. Come si vede i settori sono sempre 9 ma alcuni cambiano di definizione e in qualche modo è tutto il punto di vista che viene modificato. L’ipotesi è che il BMC sia troppo centrato sull’idea di valore e sulle conseguenti attività per realizzarla, prescindendo in qualche modo dal punto di origine. È stato creato paventando il rischio che nel processo creativo ci si potesse troppo innamorare della propria idea, dimenticando di verificare che effettivamente fosse la soluzione di un problema e per questo apprezzata da un suo pubblico di riferimento.

La centratura in questo caso è sul PROBLEMA. Non a caso l’ordine di compilazione prevede che questo quadrante sia compilato per primo e che faccia un po’ da arbitro di tutti i processi di ideazione seguenti. Si procede dunque da sinistra verso destra.

Le modalità di gestione del processo di ideazione sono le stesse descritte in precedenza.

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