Laboratorio di apprendimento

La pratica della Mindfulness e lo Stress

stress
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Prima parte.

L’epoca storica in cui viviamo è senza dubbio affascinante, ma anche molto strana. Da un lato riconosciamo, nella nostra vita, la possibilità di vivere esperienze preziose e appassionanti, inconcepibili anche solo fino a qualche decennio fa; dall’altro le caratteristiche del mondo di oggi ci caricano di pressioni, tensioni e richieste.

Sono certo che ognuno di noi, facendo riferimento alla propria esperienza, sa bene di cosa stiamo parlando: problemi familiari, esagerati carichi di lavoro e difficoltà nell’ambiente professionale, incessante disponibilità nei confronti del mondo esterno per 24 ore al giorno (maledetti cellulari), traffico esagerato, fila alle poste o dal dottore, incomprensioni nella relazioni con gli altri e via via elencando. Credo che potresti aggiungere una lunga lista di nostre personali situazioni che reputiamo, a essere generosi, quantomeno impegnative. A questo elenco potremmo poi sommare ulteriormente una lunga lista di eventi magari piacevoli ed entusiasmanti, ma che comunque ci richiedono notevoli risorse di adattamento: un matrimonio, un esame, la nascita di un figlio, una lezione da tenere, addirittura il trasloco nella casa dei nostri sogni potrebbe “scaricarci”.

Questa realtà tutt’altro che rosea è sempre più diffusa, è considerata la nuova patologia del secolo e soprattutto ha un nome: STRESS. Forse non abbiamo letto libri, ricerche o articoli di giornale che ci rendono edotti in merito al fenomeno, per capirne l’entità e la portata: non è necessario. Lo sappiamo perché lo viviamo. Proviamo semplicemente a chiederci: quante volte durante la giornata, riflettendo fra noi o dialogando con gli altri, ammettiamo di essere stressati? Quante volte durante la giornata ci scopriamo scarichi ed esausti, spremuti e sfiniti? Quante volte durante la giornata sentiamo il bisogno di fermarci e dedicarci a noi per “recuperare”? Probabilmente parecchie volte. E’ possibile, parlando con amici, familiari
e colleghi, che molti altri tra i nostri conoscenti possano rispondere positivamente a queste domande.

Allora non ci appaiono esagerati i dati del Dipartimento di Studi Clinici dell’Università La Sapienza di Roma che, in collaborazione con l’AISIC (Associazione Italiana contro lo Stress e l’Invecchiamento Cellulare), ha condotto uno studio sullo stress cronico. Risultato? Il 70% delle morti in Italia sarebbe causata da malattie cardiovascolari, broncopneumopatie cronico ostruttive, tumori, malattie intestinali: tutte problematiche
che vedono lo stress come importante concausa.

Ancora: secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) lo stress psico-emotivo è co-responsabile, della depressione che colpisce circa 4,5 milioni di italiani ed è la seconda malattia più diffusa nel mondo dopo i tumori, e in continua ascesa (2005 vs. 2015: +15%).
I dati potrebbero continuare a lungo e riguardare tutti i livelli della vita di ogni individuo, poiché l’assunto di base è semplice: lo stress prolungato rappresenta la “fase di avvio” di un circuito nefasto, che porta all’alterazione del corretto funzionamento di ogni sistema di autoregolazione del corpo: da qui una serie di conseguenze psico-fisiche a cascata.

Ad esempio, vale la pena ripeterlo, a livello fisico lo stress può contribuire al manifestarsi di problematiche cardiovascolari, respiratorie, gastro-enteriche, disturbi del sonno e dismetabolismi. A livello psichico lo stress può concorrere riguardo a disturbi quali ansia, depressione, difficoltà di concentrazione e memoria, sensazione di impotenza e scarsa autostima. Infine, vista la penuria di energie disponibili e la sensazione di malessere, è possibile che la persona stressata si abbandoni all’assunzione di notevoli quantità di cibo e all’utilizzo poco accorto e misurato di alcol, farmaci, nicotina e caffeina: tutti modi per tentare di recuperare energia e acquisire un poco di forza dall’esterno. Purtroppo, è solo un “raschiare il fondo del
barile”.
Lo stress è quindi una condizione della persona davvero vasta e complessa e, per apprendere l’arte di gestirla in maniera salutare, occorre un approccio ricco, completo e validato.

Nell’articolo della prossima settimana parleremo più approfonditamente della  pratica Mindfulness.

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