Laboratorio di apprendimento

Formazione con le metodologie attive: le 10 regole d’oro di AgenziaRES

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Le metodologie attive sono delle modalità didattiche che si caratterizzano perché mettono al centro il discente e le sue conoscenze facendolo divenire parte del processo di insegnamento e quindi di apprendimento. La dinamica di insegnamento coinvolge il gruppo dei partecipanti ed attraverso l’interazione tra essi e con l’esperto/docente e la rielaborazione dell’esperienza formativa collettiva, sedimenta gli apprendimenti e li rafforza. Crediamo fortemente che le metodologie attive creino delle condizioni particolarmente favorevoli per lo sviluppo professionale e per il costante miglioramento delle competenze sia individuali che di gruppo.

Vi presentiamo le nostre 10 regole d’oro da usare per la formazione tramite le metodologie attive:

  1. L’utilizzo del gruppo come strumento di apprendimento. Per AgenziaRES “apprendimento cooperativo” è un fondamento della propria impostazione metodologica. Intendiamo un tipo di lavoro formativo centrato su piccoli gruppi, nei quali i discenti apprendono aiutandosi e sentendosi corresponsabili del reciproco percorso. Intendiamo un docente che è principalmente impegnato nella costruzione di “stanze formative”; in queste, la positiva interazione dei partecipanti viene messa in gioco in un processo di problem solving di gruppo e l’apprendimento discende dalla deduzione e rielaborazione sui processi agiti. Un apprendimento individuale che è tanto più efficace quanto più il gruppo è stato capace di interagire efficacemente.
  1. Il lavoro sui casi (l’esperienza come maestra). Utilizzare i casi come oggetto sul quale vengono giocati dei processi di apprendimento, ha molti elementi di vantaggio. Anzitutto lega il contenuto di apprendimento che si sta proponendo, ad elementi vitali, concreti, effettivi e quindi maggiormente comprensibili. Poi permette un lavoro di scambio in relazione a situazioni reali, in cui le differenti sensibilità, visioni e competenze di ciascuno dei partecipanti (che attingono alle analoghe esperienze vissute) offrono suggestioni e proposte di apprendimento.
  1. Favorire lo scambio informale. Harrison Owen ha costruito la metodologia dell’OST (Open Space Technology) osservando come ad ogni convegno che organizzasse o partecipasse, gli scambi più interessanti accadevano al bar durante le pause. Siamo persuasi che l’attivazione di un’informalità efficace ed accogliente sia non un elemento estetico dell’azione formativa, ma un essenziale strumento di potenziamento delle opportunità di apprendimento. Inoltre molto spesso, il più interessante apprendimento è costruire nuovi contatti e conoscenze che divengono capitale relazionale e quindi una risorsa individuale di grande rilevanza.
  1. Rielaborazione di quello che conosciamo. Nell’esperienza di ciascuno c’è il ricordo di quella volta in cui si è partecipato ad una formazione che è stata assolutamente rivelatoria, non tanto per gli alti contenuti dell’esperto di turno, ma per la capacità di evidenziare e mettere ordine (rendendole vera conoscenza) nelle cose che già conoscevamo rispetto a quel tema. Spesso riorganizzare e rielaborare equivale a costruire nuova conoscenza ed evidenze rivelatorie. I metodi di AgenziaRES sono costruiti in modo da perseguire sempre questo tipo di processi.
  1. Il ruolo dell’ambiente. L’ambiente formativo è un elemento fondamentale del processo. Intendiamo lo spazio nel quale la formazione avviene. I metodi attivi chiedono spazi ampi, piacevoli, caldi, accoglienti, informali, modificabili, colorati. Devono essere luoghi pieni di carica vitale e quindi capaci di alimentare l’energia del gruppo e la sua capacità di attivare pensiero positivo, creativo e collaborativo intorno ai contenuti formativi proposti.
  1. Una ampia borsa degli attrezzi. Parlare di metodologie attive comporta una grande capacità di realizzare attività formative multiformi ed adattabili alle differenti esigenze di gruppo, contenuto, ambiente fisico, processo di apprendimento, necessità di scambio cooperativo e quant’altro. Una appropriata progettazione dell’evento formativo necessita di poter attingere con competenza ed esperienza tra molte possibili varianti di esercizi, per trovare quello più adeguato all’occasione.
  1. Metodologie rigorose e agende puntigliose. Qualcuno li chiama “giochini” e si fa un’idea molto bucolica e pittoresca delle attività formative basate su metodologie inter-attive. In realtà l’utilizzo di esercizi finalizzati all’apprendimento cooperativo richiede un estremo rigore rispetto ai processi e alle “regole del gioco di gruppo”; ad una solida regolazione dell’interscambio, dove nulla deve essere lasciato al caso. Richiedono, inoltre, una attenta gestione delle agende formative. Attenta può significare anche variabile, ma non casuale e tantomeno trasandata.
  1. Le strumentazioni digitali. Crediamo che un flusso informativo digitale possa essere un buon supporto al lavoro formativo. Amiamo il lavoro in presenza e quando i gruppi interagiscono fisicamente, ma non sottovalutiamo come molta dell’efficacia di una formazione si gioca nel rientro a casa o anche, come succeda che un percorso diviene efficace negli interstizi tra un appuntamento e l’altro. Accompagnare tutto questo con un’apposita strumentazione digitale che consenta di approfondire ed allargare l’interazione del gruppo formativo, è per noi un elemento di grande rilevanza e qualità.
  1. La gestione dei tempi (tra immediatezza e lenta maturazione). Sappiamo quanto il tempo sia uno strumento importante nell’azione di apprendimento. Esso lo è in modalità variabile: a volte è importante dare dei rimandi e costruire delle sintesi con immediatezza e tempestività; a volte è importante costruire dei ritorni che giungono dopo un giusto tempo di maturazione delle informazioni raccolte. In ognuno di questi casi si tratta di una variabile che deve essere attentamente considerata e ponderata e che collabora a determinare il successo di un’azione formativa.
  1. Apprendere ad apprendere (la gestione del metalivello). Crediamo che un esercizio di apprendimento sia sempre un’opportunità per capire meglio come gestiamo il nostro modo di apprendere. Siamo persuasi che offrire frequenti occasioni e rimandi per ragionare intorno a questo e come sia possibile migliorare i nostri processi di apprendimento, sia una parte fondamentale della nostra missione e alla base dell’efficacia formativa e della qualità delle proposte di AgenziaRES.
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