Laboratorio di apprendimento

Educazione VS. Covid: come la pandemia può stimolare l’innovazione educativa

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WeSchool e Teacherly sono startup che vogliono cambiare modalità di insegnamento ed educazione: un approccio collaborativo accanto a quello tradizionale migliorerà le soft skills degli studenti.

La pandemia ha messo alla prova i sistemi educativi tradizionali e le nuove start-up hanno introdotto soluzioni innovative. Questa sfida può essere un’opportunità? Nel seguente articolo parleremo del ruolo della Digital Social Innovation nel campo dell’istruzione. Alla luce delle sfide del Covid-19 e opportunità per l’innovazione educativa, ci concentreremo su due start-up europee: WeSchool e Teacherly.

Pandemia e sviluppo tecnologico: uno tira l’altro

Durante tutta la pandemia, il mondo ha affrontato una situazione di crescente emergenza per la quale ogni Paese ha dovuto affrontare chiusure e lockdown, danneggiando economie ed equilibri nelle società, in cui sono emersi problemi preesistenti e nuovi in ​​ogni settore della vita, sia in più e paesi meno sviluppati (ILO et al. 2020; D’Autilia 2020).

L’emergenza ha imposto comportamenti di adozione della tecnologia (George et al. 2020, 1755), spingendo ancora oltre le frontiere tecnologiche, portando all’introduzione del termine Digital Social Innovation (DSI) che viene generalmente descritto come uno strumento che consente alle persone di interagire e collaborare utilizzare le tecnologie digitali e creare conoscenza; proporre alternative per spingere la tecnologia ad avere un forte impatto sociale; possibilmente cambiare il modo in cui funzionano i nostri servizi pubblici, rilanciare la vita civica e permettere ai cittadini di diventare membri immediati nella gestione delle sfide sociali (Cangiano et al. 2017) Hamburg & Bucksch 2017, Digital Social Innovation EU).

Già prima della crisi, la letteratura esistente rivelava la significativa presenza di progetti mappati dal progetto europeo DSI, Skills and Learning Cluster di DSI4EU del Fab Lab Barcelona, ​​incentrato sull’istruzione, sull’ educazione e sulle competenze, come mezzo idoneo per lo sviluppo di un nuovo modello educativo che è aperto, accessibile e inclusivo (Schön et al. 2017; Digital Social Innovation EU).

Oltre il 91% degli studenti nel mondo, circa 1,6 miliardi (Miks & McIlwaine 2020), sono stati colpiti dalla pandemia; economicamente, il mondo sta affrontando il problema in modi diversi, online e offline, intraprendendo azioni che causano disagio e chiusure scolastiche. , non è solo l’economia ad essere stata largamente colpita.

Così, abbiamo deciso di considerare il DSI nel campo dell’ educazione come uno dei principi cardine della società, e come un fenomeno che stiamo vivendo. Abbiamo scelto due startup europee per rappresentare il perimetro del DSI, che comprende due dei cinque paesi più colpiti by Covid in Europe (Statista 2021): WeSchool, progetto italiano nato nel 2016 da Marco De Rossi, e Teacherly, start up inglese fondata nel 2014 da Atif Mahmood.

WeSchool: educazione digitale basata su coinvolgimento e interazione

Lo scopo dell’iniziativa

WeSchool ha introdotto una piattaforma digitale interamente dedicata all’e-learning, con l’obiettivo di coinvolgere studenti e docenti senza necessariamente essere fisicamente vicini. Il progetto nasce nel 2004 con il nome di Oilproject per offrire supporto agli studenti, mettendo a disposizione materiale didattico online. Il progetto si è evoluto in WeSchool nel 2016 per introdurre la piattaforma nelle scuole per renderle più tecnologiche, innovative e divertenti e per integrare materiale e strumenti digitali nelle tradizionali lezioni frontali. La pandemia ne ha favorito il successo e la diffusione.

Ulteriori sviluppi dopo il Covid-19

Per garantire parità di accesso agli studenti italiani, WeSchool ha deciso di offrire i propri servizi gratuitamente alle scuole medie e superiori, restando a pagamento sia i corsi di aggiornamento pensati per i docenti che quelli per le aziende che erogano formazione ai propri dipendenti. L’utilizzo della piattaforma è semplice e intuitivo, e questo può aiutare a ridurre l’insorgere di problemi legati al divario digitale che esiste tra studenti o docenti.

La piattaforma digitale da sola però non è bastata: anche se per accedere a WeSchool è sufficiente un personal computer o uno smartphone (collegato a internet), non tutti gli studenti hanno gli strumenti adeguati per farlo. cruciale: nel Decreto denominato “Cura Italia” l’ex Ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ha stanziato 85 milioni di euro per consentire la valorizzazione della didattica a distanza, di cui 70 milioni destinati alla fornitura di dispositivi digitali agli studenti meno abbienti.

Gli studenti al centro del processo di apprendimento

WeSchool mette a disposizione una scuola virtuale dove ogni docente può creare la propria aula e invitare gli studenti, e dove docenti e studenti possono consultare facilmente tutto il materiale e i documenti disponibili sul web, compresi quelli forniti da altre piattaforme (come YouTube e Google) pur rimanendo in l’aula.

Le novità introdotte in didattica non sono esclusivamente tecniche, ma sono anche concettuali: le lezioni mettono ora lo studente al centro del processo di apprendimento. Ne consegue che le lezioni tradizionali si sono arricchite di nuovi elementi: ora gli studenti possono studiare autonomamente a casa prima del lezione, per poi dedicare il tempo trascorso in classe a chiarimenti e discussioni, presentando i risultati dei loro progetti ai compagni di classe dopo aver esplorato un argomento. Gli insegnanti possono monitorare quanti studenti capiscono un argomento utilizzando uno strumento digitale in tempo reale: possono ” lanciare un istante, “cioè un esercizio volto a verificare il livello di apprendimento dello studente.

Infine, i docenti valutano il livello di apprendimento raggiunto dagli studenti utilizzando metodi più tradizionali (virtuali) come quiz vero o falso, risposta aperta o test a risposta multipla, oppure scegliendo nuovi metodi come un video quiz o una risposta con allegato…

Gli obiettivi principali dell’apprendimento a distanza organizzato in questo modo sono ridurre gli effetti negativi del distanziamento sociale come la solitudine e l’isolamento, concentrando l’attenzione sullo sviluppo delle competenze trasversali come il lavoro di gruppo e il parlare in pubblico e aumentando il livello di interazione tra gli insegnanti e studenti che utilizzano WeSchool, non solo durante le lezioni ma anche prima e dopo le lezioni.

I numeri di WeSchool

L’aula virtuale di WeSchool ha contribuito a mantenere “aperte” le scuole e la didattica soprattutto durante la pandemia: dopo il diffondersi della pandemia, il numero di utenti è passato da 620.000, di cui 120.000 docenti e 500.000 studenti, a 1,6 milioni di utenti: 180.000 docenti e 1,4 milioni di studenti.

Un altro aspetto interessante è legato all’accessibilità della piattaforma tramite smartphone, soprattutto nel caso in cui studenti o docenti non abbiano accesso a un computer. Attualmente WeSchool stima che il 70% degli studenti acceda alla piattaforma tramite il proprio smartphone personale. WeSchool offre 7000 lezioni a circa 2 milioni di utenti, completamente gratuite per studenti e docenti, mentre il servizio è a carico delle aziende interessate ai corsi di formazione online. La pandemia in corso e i conseguenti lockdown hanno reso questa piattaforma estremamente importante per garantire il diritto allo studio per studenti residenti in Italia.

Per questo WeSchool, insieme ad altre aziende digitali (es. Cisco, Google, IBM e TIM), è stata scelta dal Ministero della Pubblica Istruzione per avviare il progetto #LaScuolaContinua (es: #SchoolGoesOn), volto a creare un ambiente virtuale realtà in grado di sostenere l’intero sistema scolastico e di superare l’emergenza sanitaria senza penalizzare l’istruzione, evitando così futuri danni alle generazioni future.

Tuttavia, limitare o interrompere le lezioni in presenza potrebbe avere ripercussioni negative sullo sviluppo psicofisico degli studenti, soprattutto i più giovani.In una società sempre più complessa, l’istruzione gioca un ruolo fondamentale anche in ambito internazionale: livelli di istruzione inferiori significano avere cittadini meno informati Ultimo ma non meno importante, il tempo impiegato per recuperare le ore di formazione porterebbe inevitabilmente a un’intera generazione in ritardo nel mercato del lavoro, producendo danni economici a lungo termine che prolungherebbero i tempi necessari per superare la pandemia e la ripresa generale del Paese.

Teacherly: la cooperazione come fulcro dell’innovazione

Lo scopo dell’iniziativa

Teacherly è uno strumento tecnologico educativo che funziona come una piattaforma per connettere gli insegnanti e aiutarli attraverso l’insegnamento collaborativo, la pianificazione delle lezioni e lo sviluppo professionale. Si tratta di una startup creata nel Regno Unito per aiutare gli insegnanti a semplificare le noiose attività amministrative e a concentrarsi maggiormente Il sito è stato creato, prima della pandemia, per aumentare la collaborazione attraverso la tecnologia educativa e la sua utilità è stata confermata come aule povere per l’apprendimento a distanza.

Il fondatore di Teacherly, Atif Mahmood, identifica un problema che ha acceso la creazione di Teacherly: la perdita di troppi buoni insegnanti a causa del burnout e dell’insoddisfazione del lavoro. Mahmood era lui stesso un insegnante e ha visto in prima persona come il lavoro di insegnamento fosse già difficile e tempo -consumare abbastanza; le attività di pianificazione delle lezioni e registrazione online hanno aumentato tale onere. Teacherly afferma che può ridurre il tempo dedicato alla pianificazione delle lezioni fino al 67%. Pertanto, l’obiettivo di Teacherly è diventato quello di migliorare il benessere degli insegnanti. Inoltre, Teacherly mira a creare una comunità globale di insegnanti che lavori per migliorare le pratiche reciproche e imparare gli uni dagli altri.

L’approccio innovativo alle attività e ai metodi didattici

Sebbene gli insegnanti siano il focus di Teacherly, anche gli studenti possono accedere al servizio, ma lo fanno attraverso lezioni create dai loro insegnanti e possono guardarle in modo asincrono.Il sito è stato lanciato nel 2018 e vanta una community di oltre 14.000 educatori, con cifre pandemia che registra più di 70.000 utenti al mese (Nareem Paracha 2019) Uno degli scopi principali di Teacherly è quello di semplificare la vita a chi utilizza la piattaforma, poiché lo fa attraverso uno strumento di pianificazione delle lezioni facile e dotato di lezioni precostituite che sono pienamente conformi ai programmi di studio del Regno Unito, degli Stati Uniti e IB, nonché ai modi per gli insegnanti di registrare l’audio e inserire i propri materiali affinché gli studenti possano guardarli.

Teacherly vede il futuro dell’istruzione come flessibile, collaborativo e fantasioso e crea i suoi servizi per seguire queste linee guida.Il servizio è gratuito sia per gli insegnanti che per gli studenti e offre un’opzione a pagamento (circa 6 sterline al mese) per coloro che desiderano un accesso illimitato Infine, Teacherly si sforza di essere il compagno di classe completo per gli insegnanti moderni, enfatizzando l’insegnamento collaborativo flessibile e remoto.

Il successo mondiale dell’iniziativa

Dal suo lancio, Teacherly si è espanso oltre la sua regione originale del Regno Unito e ora vanta insegnanti dal 38% del mondo (Teacherly.io). Molti degli utenti di Teacherly, tuttavia, sono concentrati nel Regno Unito, in Medio Oriente (grazie ) ai grandi investimenti di Shorooq, azienda con sede negli Emirati Arabi Uniti), e del Nord Africa.

Impatto di Teacherly

La crisi pandemica ha presentato un’opportunità unica per implementare nuovi modi di insegnamento e apprendimento che Teacherly aveva già utilizzato in precedenza, quindi la pandemia ha ampliato la popolazione alla ricerca di soluzioni tecnologiche educative ai problemi della classe.La comunità globale di Teacherly mira a favorire la connessione e a promuovere la conoscenza- Condivisione tra insegnanti di tutto il mondo. Questi temi sembrano sempre più importanti nella situazione attuale in cui molti insegnanti insegnano a distanza e quindi potrebbero non avere lo stesso contatto con i colleghi di prima. Questo aspetto della connessione potrebbe essere ancora più importante nel Regno Unito a causa le divisioni preesistenti nel sistema educativo britannico a causa delle differenze educative regionali tra Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord.

Infatti, un sondaggio promosso da Teacherly che ha coinvolto più di 500 studenti di età compresa tra 10 e 18 anni ha scoperto che il 73% di quegli studenti vorrebbe opzioni di apprendimento più flessibili quando tornano a scuola, magari includendo opzioni come guardare le lezioni da remoto o la flessibilità di studiare da a casa alcuni giorni della settimana (Mahmood 2020).

Solo il tempo ce lo dirà: i risultati sono ancora difficili da valutare

I risultati sull’impatto di queste startup sono difficili da valutare perché ci sono anche altre piattaforme più popolari con lo stesso scopo, come Google Classroom o Microsoft Teams, quindi è fondamentale sottolineare che questo studio viene valutato in termini relativi. , i risultati supportano l’ipotesi di superare le sfide esterne e le emergenze che impediscono agli studenti di frequentare la scuola di persona; inoltre, lo studio evidenzia le conseguenze positive di offrire agli studenti opzioni più flessibili, come un sistema complementare ibrido.

WeSchool avvicina l’Italia ad un approccio più globale, grazie all’introduzione di spazi di discussione, public speaking e collaborazione, dall’altro Teacherly risponde all’esigenza di una piattaforma divisa per livello educativo, per avere un atteggiamento più cooperativo. delle soft skills sarà un asset importante per gli studenti fino e dopo l’ingresso nel mercato del lavoro.Cambierà modalità di insegnamento grazie all’approccio collaborativo che può essere di grande valore, se applicato insieme alla didattica tradizionale.

Un altro aspetto importante è la presenza del tutorato online per studenti, fornito da studenti universitari volontari; questo servizio aiuta i bambini vulnerabili e previene l’emergere di ulteriori disuguaglianze in modo economico (Carlana & La Ferrara 2021).

Digital Social Innovation: un passo avanti per alleviare la povertà educativa?

Il rischio è che le disuguaglianze esistenti generino ulteriori disuguaglianze: genitori che sono di più L’aumento delle tecnologie educative dovuto all’emergenza sanitaria rende la presenza dei genitori fondamentale per guidare i propri figli, soprattutto i più piccoli, a trarre il massimo beneficio dalla didattica a distanza istruiti e con maggiori competenze digitali avranno più familiarità con gli strumenti digitali e avranno più facilità a seguire i figli a scuola rispetto ai genitori con un livello di istruzione e competenze digitali inferiore.

Sebbene il DSI e la digitalizzazione delle scuole possano avere un effetto positivo sul problema della povertà e dell’esclusione sociale, non forniscono un’accelerazione nella riduzione di questi rischi, quindi è necessario un passo avanti per consentire alle persone di beneficiare con successo di un Investire nell’istruzione è al centro dei grandi programmi governativi, ma prima di tutto è importante sostenere la cura dei bambini che restano a casa da scuola: la tecnologia da sola non basta (Morel et al. 2009).


Traduzione dell’articolo di Antonio Arceri, Sofia Barbè Cornalba, Hanne Gaukel per Secondo Welfare

Fonte originale dell’articolo

Immagine: Scuola foto creata da mindandi – it.freepik.com

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