Cooperazione e Comunità

Esperienze di riqualificazione territoriale

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Occuparsi di riqualificazione urbana non è questione per soli architetti. Proveremo a dimostrarlo a Montegranaro dove siamo stati scelti dall’amministrazione comunale per realizzare un intervento di riqualificazione del centro storico. Un’azione complessa e articolata che dovrà consentire di portare a nuova vita uno spazio degradato e trascurato della città.

Proviamo a capire di cosa si tratta. Anzitutto si tratta di provvedere ad una attenta mappatura di quel quartiere. Per riqualificare occorre anzitutto conoscere. Conoscere nei dettagli. Conoscere il patrimonio edilizio; la composizione sociale degli abitanti; le attività presenti; gli eventuali interessi in gioco; le aspettative e la volontà delle persone. Si tratterà quindi di una mappatura che osserverà gli edifici e il loro stato, ma, ancor più, che osserverà le persone e le loro idee. Che cercherà anche di rappresentare tutta la dimensione del capitale sociale che è presente e che può essere messo in gioco in relazione a quel contesto. Pensiamo all’intreccio delle relazioni, alle visioni, singole e delle varie organizzazioni, alle competenze e alle risorse che i differenti attori possono coinvolgere in una operazione di riqualificazione di quel contesto.

Questa prima mappatura offrirà le informazioni sulle quali andare a costruire un processo di progettazione partecipativa che coinvolgerà tutta la comunità. La nostra volontà è quella di predisporre un piano di intervento che sia il frutto delle idee e delle percezioni dei cittadini in generale e degli abitanti del quartiere in particolare. In questo modo costruiremo un’operazione di carattere condiviso con la precisa idea di intervenire sulla città con la piena alleanza e persuasione dei cittadini stessi. Professionisti del welfare si incroceranno con architetti ed urbanisti nel costruire tale percorso che si baserà sulle competenze professionali e di cittadinanza.

Crediamo che riqualificare sia un verbo che si coniuga come conseguenza di un pensiero plurale e variegato, che solamente il senso di partecipazione a questa avventura urbana (anche quando si costruisce in piccole cittadine) sia l’elemento decisivo sul quale si basa tutta l’operazione e la sua attesa di successo.

Solo a questo punto ci occuperemo dell’individuazione delle risorse finanziarie necessarie alla realizzazione del piano che ne emergerà. Una attività di fundraising che si accoppierà ad una attività di people raising. Siamo infatti persuasi che operazioni di questo tipo non si sostanziano solamente tramite la raccolta di risorse finanziarie, ma anche e soprattutto tramite la costruzione di apporti di carattere volontario fatti di tempo e disponibilità da parte delle persone. Troppo spesso si sottovaluta quanto possa essere realizzato semplicemente ricombinando e motivando le disponibilità dei cittadini e dei gruppi locali, in funzione di un obiettivo condiviso e di un’idea di convivenza che possa creare passione e visione.

Parlare di ricerca di risorse finanziarie significa fare riferimento ai fondi comunitari e alle differenti opportunità di finanziamento che questi offrono sia tramite programmi a diretta titolarità della Commissione Europea sia tramite programmi che rientrano nei differenti Piani Operativi regionali predisposti per i diversi Fondi. Significa fare riferimento ai vari bandi di finanziamento di fondazioni, fondi-obiettivo, programmi culturali e ambientali, che abbiano una finalizzazione ad interventi di carattere territoriale, sia direttamente rivolti alla riqualificazione, sia più indirettamente pensati per altre tipologie di operazione, ma comunque coerenti con la nostra visione. Significa, infine, poter costruire campagne di raccolta fondi e di sponsorizzazione mirate che vadano a sostenere direttamente l’iniziativa.
In sostanza ci predisponiamo per un’operazione molto complessa, ma con l’idea che occuparsi di welfare territoriale significhi esattamente questo.

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