Cooperazione e Comunità

Quaranta volte Basaglia

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Quaranta volte basaglia è una cornice di eccezionalità in cui abbiamo deciso di inserire il quadro della nostra quotidianità. Una cooperativa sociale nasce e lavora nei processi di deistituzionalizzazione e nel contribuire a creare comunità territoriali accoglienti e solidali; comunità che si prendano cura di se stesse.

La legge 180 meglio nota come Legge Basaglia compie quarant’anni e di questo parlava: di dignità dei percorsi di cura, di comunità e territorio e di come i servizi debbano essere di prossimità e non luoghi altri e chiusi.

Il 13 maggio 1978, infatti, veniva approvata alla Camera la legge 180. Una legge sulla salute mentale, sulla cura e sulla dignità delle persone, una legge che ha prodotto una rivoluzione; il passaggio dal manicomio ai servizi di salute mentale territoriali. L’esperienza basagliana ci riguarda tutti e tutte, ha trasformato il pensiero e soprattutto le pratiche nella cura alle persone con problemi di salute mentale e non solo. Ci riguarda come cittadini e come utenti, ci riguarda soprattutto come cooperatori sociali.

La storia di Franco Basaglia è la nostra storia: la prima cooperativa sociale nasce da un suo input, le sue teorie e le sue pratiche sono quelle che ancora oggi bisognerebbe discutere ed esercitare, per questo abbiamo deciso di realizzare questo percorso.

Celebrare i quarant’anni della legge 180 deve diventare per noi momento di ricordo ma anche e soprattutto di attualizzazione rispetto a quello che ci ha consegnato quell’esperienza.

Ogni azione della cooperazione sociale dovrebbe muoversi in quel solco, quello della “liberazione” e della costruzione di comunità territoriali accoglienti e che si prendano cura di se stesse.

Franco Basaglia affermava che il problema non è unicamente il manicomio, ma le dinamiche manicomiali, ogni volta che viene costruito un “contenitore” per una determinata categoria sociale sempre si ripresenta il rischio della dinamica manicomiale. Oggi i “contenitori” stanno proliferando, siano per migranti o disabili, anziani o minori, tutte le volte dobbiamo avere l’attenzione e la preoccupazione al fatto che non succeda quanto paventato da Basaglia.

Dobbiamo mantenere la memoria, praticare il presente e condividere la costruzione del futuro. Possiamo farlo anche prendendo a scusa e pretesto una ricorrenza come la celebrazione dei quarant’anni della legge 180, dobbiamo e vogliamo farlo, anche per non lasciare, questa memoria che ci appartiene, ai riti delle celebrazioni istituzionali che mirano più ad anestetizzare quell’esperienza e a normare in maniera sempre più regressiva i percorsi sociali e di cura.

Il modo migliore per celebrare questa ricorrenza è praticando la nostra quotidianità, riprendendo il senso di quello che facciamo e condividerlo con il territorio in cui viviamo.

Quaranta saranno le iniziative che troveranno spazio in questa cornice, un filo comune che ci accompagnerà fino alla fine dell’anno. Alcune saranno “normali” iniziative del nostro quotidiano, dalla festa di chiusura di un centro infanzia all’inaugurazione di un nuovo spazio di inclusione; dalla presentazione della stagione educativa di un servizio alla realizzazione di una iniziativa pubblica di un progetto SPRAR.

Altre saranno invece momenti di discussione confronto e approfondimento appositamente costruiti per attivare pensiero intorno ai temi che per noi individua questo particolare anniversario. Proveremo così a riflettere sui temi legati alla cooperazione sociale di inserimento educativo e a comprendere quali siano le opportunità che essa apre – anche nel nostro territorio – per una azione sociale tesa all’emancipazione dal bisogno. Proveremo a ragionare di salute mentale e di interazione tra sistema di salute pubblica e sistemi di intervento privato; tra interventi territoriali e domiciliari e interventi ad alta intensità e residenzialità. Proveremo a ragionare di nuove opportunità imprenditoriali, in cui l’azione sociale possa essere fortemente caratterizzata sul versante di una solida capacità di costruire impresa e di stare sul mercato. Proveremo a ragionare sulla detenzione e sui sistemi di contenimento e sul modo in cui questi possono e debbono essere progressivamente superati per la costruzione di processi davvero inclusivi.

Molte saranno così le modalità: incontri pubblici; presentazioni di libri; visione di video-documentari; momenti di dibattito; occasioni di festa. Perché molti sono i modi per comunicare e per incontrare l’azione sociale.

Ci sembra il modo migliore questo per non celebrare come “finita” la ricorrenza dei quarant’anni della legge Basaglia, ma per dare il senso della continuità e del percorso ancora da compiere. Il modo migliore, per raccontare quello che siamo e che ogni giorno proviamo a realizzare.

Potete seguirci qui sul nostro sito, o sulla pagina facebook dell’iniziativa.

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